Tutta colpa di Miguel Bosé

2500 copie vendute!

Terzo romanzo (il secondo pubblicato, uno è ancora inedito) e sesto libro, Tutta colpa di Miguel Bosé è la mia opera più umoristica, vicina come toni al racconto "A Family". È, come dice il sottotitolo, la storia di 'un bambino metrosessuale' che nasce in una Roma degli anni Settanta e cresce in una famiglia poco includente: un papà generale della Guardia di Finanza, una mamma pannosa cantante di piano-bar, due fratelli omofobi (Eugenio, iscritto al Movimento Sociale Italiano ed Euridice, integralista neocate- cumenale e influenzata da una setta natalista detta Quiver Full). Il protagonista, che ci tiene a farvi scoprire il suo nome il più tardi possibile, racconta come si può diventar grandi in una famiglia italiana così 'normale' e riuscire comunque a ridere e sorridere mostrando a poco a poco agli altri tutti i colori dell'arcobaleno.

La televisione commerciale, vera grande babysitter dei nati negli anni Settanta, scandisce i gusti e le scelte del personaggio che racconta le prime esperienze sentimentali con compagne di classe ma anche con ragazzi conosciuti per corrispondenza, con conseguenti e prevedibili cotte.

Saga familiare dei Chiericato, il romanzo tratteggia anche un'agile storia del costume italiano degli anni Settanta-Duemila, condita dal racconto spassoso dei graduali coming out ai familiari che termineranno con la rivelazione più difficile: quella alla sorella integralista cattolica. A chiudere, il racconto dello storico World Gay Pride di Roma nel 2000.

Audio e video:

Guarda il (breve!) intervento al Tg3 Lineanotte (18 febbraio 2011)
Guarda la (lunga!) intervista su Eustachio79 (30 ottobre 2010)
Guarda l'intervento su Playlist (Rai News, 25 ottobre 2010)
Ascolta l'intervista su Ciao Radio (23 novembre 2010)
Ascolta l'intervista su Oltre le differenze (Antenna Radio Esse, 4 marzo 2011)

Recensioni:

"Romanzo dolce amaro che racconta l'educazione sentimentale di Evandro, un ragazzino che cresce in una famiglia conservatrice, negli Anni 80, tra cartoni animati, videoclip e miti come Heather Parisi e Miguel Bosé. Un' immersione in 30 anni di storia del costume mescolata a pungente ironia."
La Gazzetta dello Sport, 22 gennaio 2011, p. 39.
"Un romanzo brioso e divertente, che racconta l'educazione sentimentale di un giovane 'metrosessuale' dagli anni Setanta del Novecento, quando Miguel Bosé 'sculettava gaio sull'onda di Super Superman', al Worldpride di Roma del 2000. E narra al tempo stesso l'evoluzione del costume dell'Italia attraverso la musica, il cinema, la letteratura, le icone gay."
Francesco Gnerre, Pride, Gennaio 2011, p.25-6.
"La storia della famiglia Chiericato diventa guida del costume italiano di quegli anni. Brillante."
Io donna, 4 dicembre 2010, p. 110.
"Con il suo sguardo disincantato e lucido, tipico di chi ci osserva ormai da lontano, Gastaldi deve aver pensato che, vista la situazione socio-politica italiana di questi anni rispetto alla realtà da lui conosciuta in Canada, abbiamo bisogno di qualche ora si spensieratezza e risate. “Tutta colpa di Miguel Bosé” centra l’obiettivo."
Egizia Mondini, Aut, Novembre 2010, p. 24-6.
"Gastaldi ci scherza su, ma il suo romanzo scatena temi scottanti e seri che evita sia di demonizzare sia di dissacrare. Il fatto è che il protagonista del libro non imita i suoi modelli, in essi si riconosce, trova una giustificazione dei propri gusti sessuali. Quello che, in ultima analisi, emerge da questo percorso è una difesa strenua della libertà sessuale. Un valore acquisito anche attraverso input nobili e colti, come gli stimoli letterari, primo fra tutti quelli di Pier Vittorio Tondelli."
Marco Tabellione, Il Centro, 13 dicembre 2010, Cultura e società.
"Esilarante saga familiare, vivace racconto sociologico-mediatico, il romanzo di Sciltian Gastaldi canta, con brio e ironia, un libero amor cortese, postmoderno e multiforme. Il desiderio di chi 'ama prima la persona prima del suo genere di appartenenza' e con tutti i sensi - tranne quelli di colpa - insiste a seguire la propria stella."
Piera Maculotti, Bresciaoggi, 16 dicembre 2010, p. 47.
"Una prova d'autore divertente. [...] Ma se si raccoglie l'ammiccante invito alla lettura si può comprendere che non c'è acredine alcuna verso il 'semprebello' figlio d'arte, semmai un'ironia acuta nel carpire, raccogliere e descrivere i sintomi di una rivoluzione che l'Italia, in realtà, ancora attende sia compiuta."
Vincenzo Branà, L'informazione di Reggio Emilia, 9 novembre 2010, p.32.
"Tutto quanto fa icona gay prima o poi compare in queste quasi quattrocento pagine di educazione sentimentale. Leggerezza e autoironia però scansano il luogocomunismo sin dalle prime righe."
Pietro Cheli, Gioia, 12 novembre 2010, p. 112.
"Quella di Sciltian è una scrittura schietta e divertita, assolutamente a suo agio, capace di intrattenere piacevolmente il lettore, ma anche di portarlo parallelamente a riflettere su più piani di lettura su un argomento - bisessualità e infanzia - che pochi in Italia hanno avuto il coraggio di affrontare. Tutta colpa di Miguel Bosé è un libro estremamente godibile, in cui molti della classe '70-'75 potranno riconoscersi."
Massimilano Sardina, Amedit, Dicembre 2010, p. 22-3.
"Non è un romanzo autobiografico, se non nel senso che racconta la storia di molti. [...] Ma in generale è godibile perché è parte attiva della narrazione: ogni ballerina, pellicola, cantante, scrittore ha il suo ruolo nella storia e si giustifica sul piano romanzesco come pilastro della trama."
Francesca Romana Capone, Cocci di bottiglia, 4 Novembre 2010.
"Sciltian Gastaldi sa padroneggiare bene sia lo stile comico sia quello elegiaco: Tutta colpa di Miguel Bosè vira decisamente al comico e al satirico, anche se presenta qualche intermezzo pensoso e, d'altra parte, non esibisce mai una comicità fine a sé stessa. La comicità divagante può far dimenticare che questo è probabilmente il primo Bildungsroman italiano che abbia per protagonista un bisessuale moderno, [...] a Sciltian Gastaldi va perciò anche riconosciuto il merito d'essere un pioniere che sa evitare i toni didascalici; e li evita perfino nei capitoletti di svagata saggistica su film o cartoni animati, nei quali la commozione è sincera, ma tenuta a freno, e gli accenti critici o descrittivi suonano sempre leggeri. In ciò, anzi, l'autore asseconda con gradevole naturalezza una certa tendenza postmoderna alla commistione dei generi (senza dubbio perché, a differenza di chi dice "Adesso scrivo un bel racconto postmoderno mischiando i generi", a lui la cosa viene del tutto naturale), giovando anche, dato che varietas delectat, alla levità del racconto, ed evitando che, nonostante la discreta lunghezza, esso diventi monotono o ripetitivo."
**** Asclepiade, Anobii.com, 10 Novembre 2010.
"Assolutamente imperdibile, mi ha fatto rivivere tanti momenti dei miei anni giovanili. E soprattutto mi ha fatto ridere, commuovere, pensare. Bello!
**** Costillo, Anobii.com, 18 Maggio 2011.
"Più che un romanzo di formazione la divertente storia di come un piccolo metrosessuale si trasforma in un giovane bisessuale. A tratti esilarante. La crescita di un ragazzino che scopre di essere differente dagli altri ma di non essere diverso. Differente non solo e non tanto nel proprio orientamento sessuale. E' la sua famiglia e la sua formazione che si distacca dal modello più comune. [...] In tutto questo Evandro cerca di capire chi è e come può relazionarsi con il mondo. Un mondo fatto di categorie che lo vorrebbe etero o omosessuale... lui invece si sente ed è metrosessuale e non se ne farà mai un problema. Godibile e divertente questo libro di Sciltian Gastaldi scorre piacevolmente facendo dimenticare le dimensioni non proprio da "romanzo".
***** Thequeerway, Anobii.com, 15 Luglio 2011.
"Un libro che si legge volentieri; che anche se non ti fa comprendere la strada che è stata intrapresa, alla fine non ti lascia solo pieno di risate e momenti euforici, ma ti avvolge anche di domande. Un romanzo che anche se ti accoglie con il suo titolo un po’ strano e la copertina ultra colorata, alla fine non ti delude neanche per un istante."
Daniele Catena, 4zine, Novembre 2010.
"Con il sorriso sulle labbra, Sciltian Gastaldi ci regala un romanzo che si legge tutto d’un fiato, da cui si fa fatica a staccarsi: i suoi ricordi sono esattamente anche i nostri, quel “piccolo mondo antico” è quello in cui noi siamo cresciuti – e che forse un po’ ci manca. L’autore riesce a coinvolgerci totalmente. Non c’è una sola emozione che non riesca a trasmetterci. Ci indigniamo, ridiamo, ci innamoriamo assieme ad Evandro. E assieme a lui siamo al World Gay Pride del 2000. Perché la sua battaglia per i diritti civili LGBT, è anche la nostra battaglia."
Serena Adesso, Scrittori Precari, Novembre 2010.
"Se decidete di acquistare il romanzo e per vostra sfiga siete nati tra gli anni '70 e '80, state pronti al peggio: una volta iniziato sembra una sessione estrema di tagadà, non si smette finchè non si vomita. Il libro è confezionato in capitoli brevissimi, un paio di pagine all'incirca, che hanno l'effetto delle più famose ciliegie ed è quasi impossibile fermarsi solo perchè incombenze più importanti come mangiare e fare l'amore richiamano la nostra attenzione [...] In un vortice di scrittura agile e reminiscenti suggestioni, veniamo accompagnati nelle varie tappe della crescita sentimentale del protagonista attraverso un percorso che ci accorgiamo essere maledettamente anche nostro. E a quel punto siamo fregati. L'ipnosi della rievocazione di Candy Candy, Jimmy Sommerville, il vecchio Cassero, Sophie Marceau, Laguna Blu e tutto il campionario delle icone di quegli anni, conquista e strega. Mi sono ritrovato a ridere senza accorgermi, a incazzarmi senza volere e alla fine a commuovermi senza poterci far nulla. Consigliaterrimo."
Good As You, GoodAsYou-massi.blogspot.com, 24 Febbraio 2011.
"Chi è stato bambino negli anni Ottanta non può non sentirsi partecipe di questo romanzo. Gli usi, i costumi, la musica, i grandi cambiamenti: un tuffo nel passato. La famiglia del protagonista rispecchia la nostra con tutti i suoi vizi e virtù."
CremAvvenimenti, CremAvvenimenti.blogspot.com, 13 Febbraio 2011.
"Brillante e delizioso."
Vip, 7 dicembre 2010, p. 45.
Qui sotto, la nuvola dei termini più frequenti di Tutta colpa di Miguel Bosé. Cliccaci sopra per ingrandirla! Wordle: Bosé Tutta colpa di Miguel Bosé (Fazi Editori, 2010, 398 pp. 17,5 euro)
Wordle: Bosé
"Gli animali domestici di casa Chiericato sono sempre stati: il gatto Zaffiro, poi sostituito in memoriam dal gatto Topazio; l’acquario coi pesci tropicali gialli e neri, che troneggiava in mezzo al salotto, e i miei due fratelli, Eugenio ed Euridice, di cui vi ho già dipinto qualcosa. Vi dico subito che i gatti e i pesci tropicali non avranno grande spazio in questo racconto. I miei fratelli un po’ di più. A cominciare dal loro odore: Eugenio profumava di tardoadolescenza: un misto costante di sudore e polvere e All Star troppo indossate. Euridice invece negli anni sarebbe passata dalle fragranze all’acqua di rose, tipiche delle ragazzine della sua età, a un’inquietante ricordo di incenso, che s’impregnava nei suoi vestiti per le troppe ore trascorse in parrocchia. Alle volte spandeva delle zaffate d’incenso così intense che veniva il dubbio lo usasse proprio come profumo personale, sotto le ascelle e dietro le orecchie."
Dal capitolo 5, "Gli animali domestici"

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