Angeli da un'ala Soltanto

Francesco ed Emanuele sono due ragazzi come tanti. Studiano, vanno al cinema, ascoltano musica, scrivono e-mail. E amano. Si amano. Con un'intensità tale da essere come angeli da un'ala soltanto: possono volare solo abbracciati. I due, adolescenti e omosessuali, maturano insieme la loro romantica crescita sentimentale, fra i timori della rottura delle convenzioni e la passione totalizzante del primo amore.
Specchio della società sono le famiglie d'origine di Chicco e Lele, che premono per una condotta di vita più omogenea. Proprio il rapporto familiare di Chicco, il personaggio principale, è una delle chiavi di lettura del romanzo: carico di contraddizioni, d'incomprensioni e di un altro tipo di amore, è un rapporto paradigmatico per molti figli e fratelli d'oggi.
Romanzo di formazione, tratta argomenti d'attualità affrontando esplicitamente temi centrali per gli adolescenti d'ogni epoca e d'ogni identità sessuale: la capacità d'amare e di amarsi, il coraggio delle scelte, il rispetto dei sogni propri e altrui.
Angeli è stato presentato a: Roma (sei volte), Milano (tre volte), Firenze (tre volte), Bologna (due volte), Torino (due volte), Genova, Pisa, Livorno, Padova, Trento, Brescia, Piacenza, Modena, Ferrara, Perugia, Salerno, Capua, Napoli, Lucca, Cuneo e Grosseto.

Recensioni,

"Spesso i libri non ci sono ma non è questo il caso. Angeli da un'ala soltanto c'è e si sente. Ha una sua forza, una sua prepotenza, una sua giustificazione. Il libro c'è perché la storia che racconta la si può toccare con le mani. Il libro c'è perché la costruzione è convincente, le trovate non mancano, la scrittura è scorrevole e intrigante".
Daniele Scalise
"Un libro inaspettatamente bello. Comprato per caso, letto per curiosità. Consigliato per passione.
(Nicola Lecca, Anobii.com,**** 23 dicembre 2009)
"Opera coinvolgente, intensa, mozzafiato: chi la legge sente le vicende come autentiche, i personaggi come reali. Senza contare la scrittura: la mano che la guida è sicura, il linguaggio ricercato, lo stile impeccabile".
(Maria Paulucci, Aut, novembre 2004)
"Angeli da un'ala soltanto è un libro avvincente, quasi lo stereotipo della storia d'amore giovanile, densa di slanci sentimentali e di grandi progetti di vita. Il ritratto impietoso di Checco e della sua passione per Lele risulta addirittura imbarazzante in alcuni casi, mentre mette a nudo la disperata completezza con cui un giovane si può donare all'oggetto del suo amore".
(Giulio Maria Corbelli, Gay.it).
"E' il primo romanzo di formazione pubblicato in Italia dove l'amore omosessuale, tra due coetanei romani, è trattato lealmente e semplicemente: come un amore tra due persone".
(Adele Cambria, L'Unità, 12/01/2005).
"La seconda parte del romanzo, più tesa e drammatica anche sul piano dello stile, racconta con rabbia e determinazione la sofferta elaborazione dell'abbandono e dell'assenza, fino a un finale carico di suggestioni romantiche e per niente affatto scontato. (...) Gastaldi narra con una sua originalità una storia di angeli a tratti ingenua, ma spesso di una struggente tenerezza, percorsa da un piglio che si può definire militante".
(Francesco Gnerre, Pride, febbraio 2005).
"La sottile ironia e la tenerezza mescolata ad un efficace quanto sporadico uso del dialetto da parte dell'autore, ci guidano fra le diverse tappe della storia, nella quale, una virtuale colonna sonora dominata dagli Smiths e Morrissey, svolge la funzione di coro".
(Lancio Ansa, 4 marzo 2005).
"Alternando brani del libro a stralci di canzoni - quelle stesse canzoni che sono la colonna sonora appuntata in fondo al volume, (...) Gastaldi è riuscito a evidenziare anche una vena minore ma ben presente: quella della commedia. In più passaggi infatti Francesco risponde alla pressione degli eventi con il commento ironico del suo pensiero, quasi un contro-canto che permette di sopportare la realtà".
(Gabriele Dadati, Libertà, marzo 2005).
"Sciltian Gastaldi, trentenne scrittore e giornalista romano, affronta in modo diretto il tema dell'omosessualità nel suo romanzo d'esordio Angeli da un'ala soltanto. Francesco, studente nel periodo fra il liceo e l'università, racconta in prima persona la propria difficile storia d'amore con il coetaneo Emanuele, storia di incontri segreti, contrasti familiari, egoismi e incomprensioni. Con un drammatico finale, emotivamente e letterariamente altissimo".
(Riccardo Trani, La Piazza dell'Aurelio, febbraio 2005).
"È difficile dire qualcosa ancora di un libro che è soprattutto da leggere. Un libro bello, intenso, emozionante, soprattutto perchè privo di pregiudizi e che aiuta chi lo legge a liberarsi dei propri".
(L'arcilettore, aprile 2005).
"Le capacità stilistiche di Gastaldi si riflettono, così, anche nell'intenso scambio di posta elettronica cui i due giovani affidano le loro confidenze, emozioni e lacrime. Il linguaggio è informale e immediato, senza filtri, al pari di quello orale: "parlato" quanto un dialogo intimo tra amici. E' un romanzo dalla narrazione veloce e fluida, che parla di un sentimento <<tristemente fuori moda>>, mostrandone, però, più la devastante potenza distruttiva che l'energia positiva".
(Claudia Prescotto, Inchiostro, maggio/luglio 2005).
"Bella e intensa storia d'amore tra due diciannovenni, Francesco e Emanuele.
Si snoda tra le righe di lunghe e burrascose mail, notturne conversazioni in chat e quotidiani incontri in una cornice d'eccezione: l'isola Tiberina, i Fori Imperiali e le bellezze artistiche di una Roma che rimane distante e impassibile".

(Simona Flotta, Mondo Libero, maggio 2005).
"Questo romanzo d'esordio d'un giornalista trentenne, attivo nel movimento glbt, si presenta fin dalle prime battute come un sotterraneo omaggio a Les mauvais anges (Gli angeli malvagi) di Eric Jourdan, mentre la copertina è dedicata a Matthew Shepard, lo studente americano massacrato da due giovani omofobi nel 1998".
(Daniele Cenci, Inverses, 5/ 2005).
Angeli da un'ala soltanto è un romanzo d'amore, dell'amore tra due adolescenti, che rapisce dalla prima all'ultima pagina".
(Valerio Barbini, L'Ateo, gennaio 2006).
"Se non avete ancora letto il romanzo d'esordio di Sciltian Gastaldi, fatelo appena possibile. Leggetelo per senso civile, se siete eterosessuali, ma soprattutto per autoeducare l'immaginario. Se siete gay leggetelo per riconoscervi o per prenderne le distanze, divoratelo perché è una favola rosa ma di quelle tristissime, struggenti, forse forse sincere, perché è proprio quel genere di storia che aiuta a sentirsi meno soli quando lo si è indiscutibilmente".
(Viviana Rosi, Corpo 12, gennaio 2006).
"Un romanzo di formazione, forse, che tutti dovrebbero leggere come approccio ad una tematica oggi scottante. Una formazione all'amore "che non si può dire" - riprendendo il titolo di un altro celebre testo. Senza troppe pretese. Solo ragazzi che al termine della loro adolescenza scoprono qualcosa che li porta a vivere in modo particolare la propria esperienza. E all'orizzonte Castel Sant'Angelo e il Tevere che placido continua il suo cammino verso il mare... [...]"
(Galatino, Anobii.com, **** 29 agosto 2009)

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